-Specchio Magico-

Ora la mia immagine riflessa mi fa paura…

Tanti specchi me l’hanno mostrata,

Ed io a lungo l’ho studiata e contemplata,

Convinta di conoscerla a fondo,

Fino a quando uno specchio nuovo non mi ha spaventata,

Mostrandomi una realtà diversa,

Colpendomi con una verità affilata,

Ed io mi sono ritrovata, così, accoltellata…

Non ci vuole coraggio per guardarsi allo specchio di casa,

Ma ce ne vuole quando è qualcun altro a raccontarti ciò che vede,

E tu ti ritrovi a dover accettare di non essere ciò che credevi,

Con dei pregi e con dei difetti di cui non ti accorgevi;

Uno specchio non ti può raccontare certe verità nascoste,

Che solo due occhi che non sono i tuoi possono vedere,

E se nelle favole uno specchio magico sembra affascinante,

Nella vita di tutti i giorni può essere più che angosciante…

Posso scegliere di rendere migliore il mio riflesso,

E so che potrà fare ancora male,

Ma, ti prego, continua a parlarmi lo stesso,

Giuro che non verserò più lacrime e che sorriderò da adesso!

Continua ad essere il mio specchio,

Anche se fa paura ciò che mi racconti,

Non voglio che tu mi faccia sconti,

Con la vera me voglio fare i conti,

Per diventare l’immagine migliore che tu possa riflettere!

-Immagine Riflessa-

La giornata di ieri è stata molto impegnativa: sono stata fuori tutto il giorno e non ho avuto proprio tempo per pubblicare qualcosa di nuovo. In compenso, però, il mio continuo girovagare mi ha fornito lo spunto adatto per l’articolo di oggi. Siete curiosi? Spero proprio di sì!

Ieri pomeriggio mi trovavo alla stazione e stavo aspettando il treno per tornare a casa. Ero pigramente seduta sulla panchina; leggevo un libro e, di tanto in tanto, osservavo la gente che mi passava davanti. Tutto normale, direte voi… sì, ma non per molto. Ad un certo punto ho visto una signora elegantissima, vestita con capi firmati, super agghindata… insomma, una riccona! L’ho vista camminare con il suo fare altolocato e ho sentito il profumo dei suoi soldi raggiungermi e travolgermi (facendomi sentire puntualmente molto povera).

La signora ha percorso tutto il marciapiede più volte, con disinvoltura e senza una meta precisa. All’improvviso si è fermata davanti alla postazione della polizia, si è voltata verso la vetrata e ha cominciato a gesticolare. La vetrata era coperta da una tenda, quindi l’interno del locale non era visibile dall’esterno. Il vetro mostrava solo l’immagine riflessa della signora e di tutto ciò che la circondava.

Un signore, più precisamente un funzionario delle ferrovie, dopo aver osservato la strana situazione per qualche secondo, ha deciso di intervenire…

Signora! Signora! No, no! Signora!”

La signora ha continuato a gesticolare senza curarsi minimamente del tizio che la stava chiamando…

Signora, scusi… Signora!”

Dopo numerosi tentativi da parte dello sventurato signore, lei si è finalmente girata e ha cercato di capire chi la stesse importunando. Chi stava osando disturbarla in quel momento così importante per lei e per il suo cappellino (sì, aveva pure un cappello) chic?!

Signora, suoni il campanello…”

Quale campanello?”

Il campanello… è lì, guardi…”

Lei si è girata nuovamente, ha trovato il campanello, l’ha osservato e poi si è incamminata a testa bassa dalla parte opposta dicendo: “Ah, ma no… cioè… non mi serviva…”.

Io, che avevo capito tutto fin dal primo istante, ho esclamato: “Si stava specchiando!”.

La gente intorno a me si è girata, mi ha guardata e poi è scoppiata a ridere. Non so se sia stato il mio tono scazzato (della serie “non ce la possiamo proprio fare”), oppure se semplicemente abbiano trovato divertente la signora. Hanno riso alla mia constatazione, mentre io ero visibilmente sconcertata dalla grandezza della stupidità di lei e del suo conto in banca.

E’ stata una scena bizzarra, ma mi ha dato uno spunto per una riflessione: l’importanza dell’apparire è davvero una piaga sociale!

Ovviamente a tutti noi sarà capitato, almeno una volta nella vita, di specchiarci da qualche parte per vedere se i nostri capelli fossero in ordine o cose del genere. Penso sia normale e che ci possa stare, purché non diventi una mania. Certo, spero che, almeno voi, non vi siate mai specchiati sulla vetrata della centrale della polizia. Di sicuro sarebbe una cosa molto imbarazzante da fare. Ancora mi domando se i poliziotti, dall’interno, abbiano visto la signora…

Il povero funzionario delle ferrovie deve aver pensato che la signora stesse cercando di attirare l’attenzione della polizia, che avesse bisogno di aiuto… mi ha fatto molta tenerezza. Non ha pensato neanche minimamente alla possibilità che la signora potesse essere un pochino vanitosa… giusto un po’!

Questo episodio mi ha fatto capire quanto sia importante per certa gente il dover apparire sempre perfetti, impeccabili, con i vestiti senza pieghe, le scarpe lucide ed i capelli pettinati anche quando c’è vento…

Sarò strana, ma io non ho mai badato molto a certe cose. Sono una persona molto alla mano, molto semplice e ho i capelli fuori posto (sì, pure quelli) anche quando non c’è vento. Me ne frega veramente poco…

Le mie scarpe restano pulite solo finché non le uso, i miei vestiti hanno convogliato a nozze con le pieghe… alla fine tutto questo significa che sto vivendo, che mi muovo, che cammino! Non sono mica una statua!

Le persone come la signora vista ieri mi sembrano delle statue! Come accidenti fanno a restare immutabili ed impeccabili dalla mattina alla sera?! Come fanno ad essere immuni a tutto?! E che razza di vita fanno?! Non so, mi sembra tutto così triste! La vita è più bella se non si fa attenzione a tutto!

Alla fine io apprezzo molto di più le persone che amano essere e non apparire! Può anche essere piacevole vedere una pettinatura perfetta (forse no, ehm… che ansia), però sinceramente non mi trasmette alcuna emozione.

Sì, sono una scapestrata, ma non ho tempo da perdere! La vita è troppo breve per stare lì a fare attenzione ad ogni cosa! Credo che il disordine sia molto più affascinante (purché non sia eccessivo).

Non nego che mi sarebbe piaciuto avere almeno anche solo la metà dei soldi che la signora ha investito in quei suoi vestiti… io di sicuro li avrei spesi in libreria o in altri modi. E’ questione di scelte, di gusti e di priorità.

Ad ogni modo, chissà su quale vetrata, vetrina, auto, specchietto o qualunque altra superficie lucida si starà specchiando la nostra amica in questo momento…

Oh no, santo cielo! Avete sentito?! Cos’è stato?!

Ah, era la signora che gridava: il vento le ha portato via il cappellino da 500 euro…

Un minuto di silenzio.