-La Mia Panchina-

Ero seduta sulla mia vita,

Guardavo il panorama,

Mentre il vento mi accarezzava,

Ed io sapevo che eri tu,

Con le tue mani invisibili,

Che mi attraversavi dandomi i brividi;

Ero seduta su quella panchina,

Consumata dallo scorrere del tempo,

Arrugginita in certi punti,

Affascinante nei suoi difetti,

E, sì, andava bene così,

Perché tutto ciò la rendeva unica,

E tu eri sempre con me,

Un vento che non increspava il mare,

Ma solamente il mio cuore;

Ero seduta a pensare che mi mancavi,

Che mi manchi ancora,

E che mi mancherai sempre,

Ma finché starò sulla mia panchina,

Tu sarai sempre davanti a me,

Dietro di me,

Intorno a me,

In me;

Ero seduta su quella panchina che mi hai donato tu,

Un regalo un po’ amaro da quando ti ho persa,

Però stringevo una mano,

Che non era la tua,

Ma che sapeva del tuo amore,

E di te…

-Provviste-

Dammi una goccia di tempo,

Trascorso con te,

Perché la voglio conservare,

Per quando avrò sete;

Dammi un po’ del tuo respiro,

Da mettere in un barattolo,

Per quando non riuscirò a respirare;

Sì, lo so che devi andare,

Ma mi serve ancora,

Una tua carezza da mettere in borsa,

Per quando mi mancherai;

E, ti prego, vorrei anche un tuo sorriso,

Da tenere in tasca,

Sai, per i momenti difficili;

“C’è altro?” mi chiedi,

“No” ti rispondo,

Nonostante le provviste che ti ho chiesto,

Non siano sufficienti,

Neanche per un secondo,

Che dovrò trascorrere senza di te…