-Il Processo-

Perché non puntate le vostre armi contro voi stessi?!

Quel dito che usate per accusare gli altri,

Per sparare sentenze come fossero proiettili,

Dirigetelo verso di voi e giustiziatevi!

Prima di trascinare qualcuno in tribunale,

Perché ha fatto o non ha fatto qualcosa,

Assicuratevi di averci trascinato prima la vostra coscienza!

Adesso che il mio dolore si scongela,

Ed il ghiaccio si trasforma in lacrime,

Vi chiedo, vostro onore, di potermene andare via,

Non ne posso più di tutta questa ipocrisia,

Quello che succede in quest’aula non è più cosa mia,

Andatevene tutti a fanculo e così sia!

Devo chiederle scusa per la volgarità, signor giudice?!

-Tentacoli-

Sono scappata per anni,

Ho corso senza mai stancarmi,

Per impedire a quel mostro di ostacolarmi;

Mi sono voltata tante volte,

L’ho osservato da lontano, spaventata a morte,

E mi è capitato di sognarlo anche di notte;

Adesso lui è riuscito a catturarmi,

Mi tiene stretta tra i suoi tentacoli e continua a stringermi,

E, se andrà avanti così, riuscirà a sconfiggermi;

Io urlo, piango e mi dimeno,

Vorrei che vivere e respirare facesse male molto meno,

Il mio cuore di sofferenza ne è ormai pieno,

Dagli occhi escono lacrime senza freno,

Questo dolore brucia nel petto come fosse un veleno;

Poi arrivi tu,

Ti avvicini con in mano una spada,

Tagli quei tentacoli che mi tengono imprigionata,

Mi trascini via con te, mentre io piango sconcertata,

Quando mi stringi in un tuo abbraccio mi fai sentire amata,

Ma anche terrorizzata,

Perché so che quando non ci sarai sarò di nuovo tormentata,

E da quella cosa un’altra volta intrappolata;

So che tu non la puoi uccidere,

Mi puoi solo sorridere,

Ogni tanto mi puoi soccorrere,

Però è solamente in mano mia il potere di non soccombere;

Ho paura,

Vorrei che la mia anima fosse meno oscura,

Mi piacerebbe poterti dare una felicità pura,

E vorrei anche riuscire ad essere più dura;

Non dimenticarti mai quanto ti amo,

E che il mondo diventa un po’ migliore quando ci baciamo;

Non dimenticarti che è per te se non mi arrendo,

E che, sempre per te, tra le lacrime sto combattendo,

Un po’ anche sorridendo…

-C’Eri-

C’eri,

E sembra ieri,

Che ti avevo tra i miei averi,

Mentre adesso sono qui ad accendere dei ceri,

Perché prego che il mio desiderio di vendetta si avveri!

C’eri,

E nella mia vita avevo aperto dei cantieri,

Per rendere tutto migliore e creare nuovi sentieri,

Che avremmo percorso insieme per non essere più prigionieri,

Del dolore che in questa società ci faceva sentire degli stranieri!

C’eri,

E’ inutile che io ora mi disperi,

O che io vada alla ricerca di risposte che non sono dei misteri,

Visto che so benissimo che i tuoi sentimenti non erano veri,

Era tutto un gran susseguirsi di zeri!

C’eri,

Contro il tuo veleno non esistono antidoti né sieri,

Quando un serpente ti morde e poi ti stritola non se ne esce interi,

E contro quel viscido nemico poi ti schieri,

Per cercare di vincere e di uscirne almeno un po’ più fieri!

C’eri,

Ma i tuoi occhi non erano seri,

I tuoi gesti non erano per niente sinceri,

I tuoi modi erano falsamente teneri,

Ho sanguinato tanto mentre tu chissà dov’eri,

Nemmeno il demonio avrebbe avuto atteggiamenti così severi!

C’eri,

Ed è buffo che dalla parte dei buoni tu ti schieri,

Sarebbe bello che tu leggessi questi miei pareri,

Vorrei tanto far decadere quei tuoi falsi imperi,

Vederli bruciare e diventare neri,

Come il colore dell’anima che possiedi e che tanto veneri!

-Dolore Intrappolato-

A volte succede che il dolore si congela,

O che magari resti impigliato in una tela,

Tu lo aspetti, ma lui non arriva e non si svela,

Ti chiedi in quale angolo dell’anima si cela,

O se non sia stato afferrato da una chela;

A volte senti quella voglia di piangere che si rivela,

La percepisci, eppure nemmeno una lacrime dagli occhi trapela,

E’ una sensazione che fa rabbrividire e ti raggela,

Vorresti che il pianto si sciogliesse, anche con cautela,

E che la rabbia ed il dolore si amalgamassero creando una salata miscela…

-Sul Ring-

Quando sei sul ring e ti distrai,

Abbassi la guardia e attenzione più non fai,

Vieni preso a pugni e anche se ti ritrai,

Ormai è troppo tardi e sai che perderai…

Quando l’avversario che ti stende è la vita,

Sei sdraiato a terra e non vedi vie d’uscita,

Per arrivare alla ripresa c’è da fare una salita,

Ma tu sei stanco e vorresti solo che fosse già finita…

Come fai a vincere contro chi pesa più di te?!

Hai già lottato troppo e la forza più non c’è!

Vorresti un angolo di pace anche per te,

Perché anche se non hai mai pianto mentre venivi preso a botte,

Sei logorato da quel nemico che continuamente ti fotte!

Lui continua a lasciare lividi sul tuo corpo da anni,

Se la prende ancora con te e ti riempie di inganni,

Ogni pugno ti ricorda tutti i precedenti affanni,

E per ogni ferita subita ti condanni…

Te la prendi con te stesso, è colpa tua,

Sei stato debole e questo non ti ha concesso tregua,

Sei stato dolce e la ricompensa è stata esigua,

La sconfitta da incassare è stata ardua…

Ti chiedi quanti round manchino alle fine,

Le persone sugli spalti sembrano tante pedine,

Esultano, gridano e si muovono in disordine,

Danno l’impressione di essere delle mine,

Verrebbero a darti il resto dei pugni se non avessero un confine…

Tu vorresti che qualcuno per te facesse il tifo,

E non che gridasse che meriti solo odio e che fai schifo…

-Il Dolore Può Uccidere-

Oggi i miei pensieri fuori posto non potevano che andare a lui: Chester Bennington. Premetto che non sono mai stata una fan assoluta e sfegatata dei Linkin Park, ma questo non mi ha mai impedito di apprezzare molte delle loro canzoni, soprattutto durante l’adolescenza.

La notizia del suicidio del cantante ha lasciato di sicuro un vuoto incolmabile nelle vite dei suoi cari e nei cuori di tutti i fan dei Linkin…

La cosa che ferisce di più, poi, è che purtroppo c’è chi, anche quando si dovrebbe solo soffrire tacitamente, apre la bocca (o mette in moto le mani sulla tastiera) per dire (o scrivere) cose davvero spiacevoli ed inopportune.

E’ sempre troppo facile sostenere che una persona famosa sia felice solo perché possiede il denaro, la fama e la gloria. La depressione non colpisce solo i poveri o le persone “normali” (che poi anche le persone famose sono persone normali, come tutti). La depressione non guarda quanti soldi tu abbia nel portafoglio, non guarda se sei un cantante, un operaio, un panettiere, un dottore… la depressione può colpire chiunque di noi, chiunque di noi! C’è chi è più predisposto di altri a soffrirne, c’è chi magari non avremmo mai pensato che potesse soffrirne mai e invece… nessuno è immune al dolore ed un vaccino contro di esso non esiste.

Troppo spesso sentiamo quelle frasi stantie e vuote: “il suicidio non è la soluzione ai problemi”, “il suicidio non è la risposta giusta”… ma allora la soluzione qual è? La risposta qual è? Le persone così saccenti che si riempiono la bocca con queste sciocchezze sanno di ciò che parlano?! No, ve lo dico io che non lo sanno! Non ne hanno proprio idea!

Esistono ferite che per quanto tu possa cercare di chiudere, di curare e di far rimarginare, finiscono comunque con l’inghiottirti… non parlo senza cognizione di causa, parlo perché io, di ferite del genere, ne ho tante sulla pelle. Parlo perché io ho sofferto di depressione e parlo perché in più momenti della mia vita ho rischiato di essere fagocitata da quelle stesse ferite. Non è facile convivere con certi tormenti, con certi dolori. Ci sono giorni in cui ti svegli talmente stanco, frustrato, amareggiato e privo di stimoli che… non ce la fai ad andare avanti. Certe esperienze possono cambiare la vita di una persona e farle passare la voglia di viverla.

Che bisogno c’è di giudicare e di parlare a vanvera?! Ho letto cose aberranti sui social network, cose che non ripeterò, perché mi hanno dato la nausea. La gente è capace di gettare fango (per non dire altro) anche sul dolore altrui. Vorrei davvero vedere se con tutti quei soldi loro sarebbero stati davvero felici, spensierati e senza problemi! I soldi non curano il dolore di una violenza subita, di un lutto o di qualunque altra cosa negativa passata. I soldi non possono risolvere tutti i problemi!

Sono addolorata e non solo per il gesto di Chester Bennington, ma perché l’umanità è davvero cattiva e marcia… mi fa schifo, davvero.

Il gesto di Chester ha lasciato sconvolti tutti, ma vorrei che l’unico problema non fosse il fatto della “morte” dei Linkin Park, ma che ci si focalizzasse sulla morte di una persona, di un essere umano che soffriva… e se ha scelto la morte… beh, non sta a noi dire che sia stata una decisione giusta o sbagliata. Ognuno è padrone di se stesso. Lasciate che riposi in pace e non uccidetelo nuovamente con la vostra ignoranza.

Spero che tu, dovunque tu sia ora, sia riuscito a trovare un po’ di serenità. Spero che il tuo dolore sia morto con te e che abbia smesso di tormentarti, che sia svanito per sempre.

Il dolore può uccidere e, ultimamente, lo sta facendo troppo spesso…

Rifletteteci.