-Scambio Di Lettere-

Caro amico mio,

Ti scrivo questa lettera perché ultimamente ho percepito la tua continua e perenne preoccupazione. Ti stai arrovellato tanto, lo so…

Non ci vediamo mai: siamo troppo distanti ed anche impossibilitati a spostarci per raggiungerci, ma viviamo anche tremendamente vicini; io sento il tuo continuo pensare, il tuo continuo farti domande ed il tuo continuo senso di inquietudine. Sei talmente rumoroso che spesso e volentieri mi infastidisci! Non potresti fermarti e riposarti, ogni tanto?!

Compagno di vita, ti voglio bene e ti apprezzo, ma lascia che io ti faccia una critica: dovresti risparmiare le energie per cose più importanti! Sei consapevole di creare problemi che non ci servono e che non esistono?

Lo so che certe cose ti fanno paura, ma ormai è troppo tardi per tirarsi indietro. E poi è tutto troppo bello per tirarsi indietro, non credi?!

Ho capito una cosa molto importante: si ama davvero quando non si teme di essere fragili di fronte a qualcuno… la più grande dimostrazione d’amore è proprio il non avere paura di avere paura! Se non temi il giudizio della persona che ami, se non hai paura di mostrarle i tuoi demoni per come realmente sono, le stai dicendo che tieni a lei e che vuoi darle anche il peggio di te, perché tutti noi siamo bravi a dare il meglio. Sarebbe troppo facile prendere e dare solo ciò che c’è di buono nell’animo umano, ma sarebbe anche una fatale recita, una bugia…

Io e te non abbiamo bisogno di recitare: abbiamo entrambi delle cicatrici causate da persone e da situazioni passate, però non per questo siamo meno degni o meno meritevoli di essere amati. Abbiamo avuto la fortuna di essere stati veri ed autentici in ogni circostanza, anche negli sbagli, e non tutti possono vantarsene, sai? Dovremmo sentirci fieri di ciò che siamo stati e di come siamo diventati! Non ti crucciare e non ti colpevolizzare, ma soprattutto, ti prego, smetti di inibirmi, di frenarmi, di trasmettermi le tue ansie… non rovinare tutto, non ora!

Io e te dobbiamo essere una cosa sola, dobbiamo essere uniti… tu sei la parte che dovrebbe aiutarmi a non farmi troppo male, ma… adesso ti chiedo di tenermi per mano e di buttarti nel vuoto insieme a me!

Vieni con me e porta pure tutti i pensieri che vuoi, tutte le paranoie che vuoi, tutte le insicurezze che vuoi… affronta tutto questo con me invece di mettermi i bastoni tra le ruote tutte le volte che provo ad essere libero!

Lasciami andare e seguimi: non ti dirò che conosco il cammino, perché effettivamente non lo conosco; non ti dirò neanche che sarà semplice, perché sicuramente ci saranno montagne da scalare, luoghi oscuri da visitare, acque impetuose che proveranno a farci annegare; ci saranno tante difficoltà, ma ci proteggeremo a vicenda. Quando sarà troppo dura ci faremo stringere in un forte abbraccio e poi proseguiremo, magari dopo aver pianto un po’, ma proseguiremo comunque.. Non saremo da soli in questo viaggio… parleremo tanto di tutto ciò che ci affligge e verremo ascoltati; rideremo di cose sciocche e verremo assecondati o magari verremo presi per pazzi, ma sarà divertente, te lo prometto!

Spero di averti rassicurato e di averti convinto a partire con me… non sarei abbastanza saggio se non ci fossi tu al mio fianco. Ho bisogno di te come amico e come complice. Mi auguro che tu possa comprenderlo… confido nella tua forza e nel tuo coraggio!

Ti mando un caloroso ed affettuoso saluto, mio caro Cervello!

A presto.

Il tuo amico Cuore.


Caro Cuore,

Ho letto con gioia le righe che mi hai scritto con così tanto entusiasmo.

Che dire: so che hai ragione e che dovrei essere meno pesante… ti chiedo scusa e ti prometto di impegnarmi. Mi lascerò andare un po’!

Ammiro la tua capacità di amare nonostante tutto: ti ho visto ridotto a brandelli e, per qualche tempo, non ti ho nemmeno sentito battere… adesso sei tornato a vivere con una tale forza ed è commovente!

Io penso molto, ma che cosa ci si potrebbe mai aspettare da uno come me, del resto?! Io non mi fermo mai, lo so… spesso creo dei pensieri davvero raccapriccianti e spaventosi, perdonami. E’ più forte di me…

Ti va di insegnarmi ad essere migliore? Se accettassi di partire con te, sopporteresti la mia petulanza con pazienza? Sarà un compito gravoso per te, ma vedo che tu non temi le sfide, quindi accetterò il tuo invito!

Non saprei cos’altro aggiungere… ti stimo molto e voglio appoggiarti e sostenerti in ogni tua scelta, anche la più spaventosa e terrificante!

Beh, però all’inizio andiamoci piano con le follie, ok? Ricordati che sono ancora un po’ ammaccato e convalescente!

Ok, la smetto… prometto che mi farò guidare senza protestare!

Sono sicuro che sarà un viaggio interessante e che cresceremo tanto…

Vado a preparare i bagagli, amico mio!

Ricambio il tuo caloroso ed affettuoso saluto!

A presto.

Il tuo pesante e pasticcione amico Cervello.

-Racconto: L’Uomo Dei Sorrisi Vietati-

Questo pomeriggio mi sono cimentata in un esercizio di scrittura proposto dal Blog “Scrivere Creativo”. Vi rimando all’articolo per capire di cosa si tratta.

Mi è venuta l’ispirazione per scrivere un breve racconto, molto semplice, ma che fosse anche portatore sano di positività! Buona lettura!

Se alle tre del mattino ti svegli e per la dolcezza del sogno ti viene da sorridere… non farlo.”

Era quello il motto del candidato che tutti davano per favorito alle prossime elezioni. L’uomo dei sorrisi vietati rischiava davvero di diventare il nuovo sindaco della città…

Che cosa avesse contro i sorrisi nessuno lo aveva ben capito: si vociferava che, quell’uomo, avesse perso la capacità di sorridere a causa di svariati eventi drammatici e traumatici avvenuti nel corso della sua esistenza. Ma le cose negative non capitavano forse a tutti?! Perché spegnere i sorrisi e lasciare un’intera cittadina nel buio della tristezza?!

Ludovica, che aveva appena 18 anni, continuava a non trovare un senso a tutto quello che stava accadendo nella sua città. Lei e Martina, sua coetanea e migliore amica, parlavano spesso di quella follia che stava dilagando. C’era davvero tanta gente che trovava interessante quella campagna a favore dell’oscurità!

Secondo te perché lo voteranno?”, chiese Martina.

Ludovica sospirò e rispose: “Forse perché siamo circondate da persone infelici quanto lui…”.

Sì, certo, ma… perché coinvolgere tutti noi? Insomma, ognuno dovrebbe essere libero di fare ciò che vuole, non credi?! Invece, magari, finiremo col rischiare una multa se verremo beccate a sorridere per strada! E’ pura follia!”.

Ludovica annuì: “E’ pura follia accettare di non sorridere più… e poi come lo si potrebbe spiegare ai bambini che è vietato sorridere?!”.

Martina esclamò: “Che idea geniale! Forse possiamo ancora convincere la gente a non votare quel frustrato depresso! Vieni, andiamo!”.

Trascinò l’amica per strada ed andarono a bussare a tutte le porte del vicinato, chiedendo alle famiglie di portare tutti i loro bambini, di qualunque età fossero, nella piazza principale.

La gente non capiva che cosa avessero in mente le due ragazze, ma loro furono abbastanza cariche di entusiasmo da convincere la maggior parte degli abitanti.

Un’ora dopo, grazie al passaparola generale, la piazza principale era gremita di mamme, papà, zii, zie, nonni e nonne con tutti i loro bambini al seguito.

A quel punto, Martina si munì di un megafono e gridò a gran voce: “Questa città non vuole smettere di sorridere, non vuole diventare spenta e triste! Vi abbiamo chiesto di venire qui per dare una lezione di vita a tutti noi! Saranno loro, i bambini, a farci imparare qualcosa! Chiedo ai vostri figli ed ai vostri nipoti di pensare a qualcosa che li faccia sorridere!”.

Ludovica restò in silenzio, mentre la piazza si colorava di tanti piccoli sorrisi.

Martina si avvicinò alla prima fila e chiese ad una bambina che non poteva avere più di quattro anni: “A cos’hai pensato?”.

La piccola rispose: “Alla mia mamma!”.

Poi si avvicinò ad un’altra e le chiese: “E tu? A cos’hai pensato?”.

E lei rispose: “Al mio cane!”.

Pian piano cominciarono a rispondere tutti e le loro voci si accavallarono tutte!

Alla mia maestra dell’asilo!”.

Alla mia sorellina piccola!”.

Ai miei giocattoli!”.

Al gelato!”.

Alla pizza!”.

Al Natale!”.

A quando, qualche giorno fa, ha piovuto e ho visto l’arcobaleno per la prima volta!”.

Andarono avanti così per svariati minuti e Ludovica, nel frattempo, aveva preso il cellulare ed aveva cominciato a filmare quell’evento straordinario.

Anche gli adulti avevano cominciato a sorridere e ad elencare a cosa avevano pensato!

Martina esclamò:”I nostri bambini ci hanno appena insegnato che i motivi per sorridere sono infiniti! Qualunque cosa, anche la più insignificante, può farci sorridere, non importa quanto siamo stati o quanto saremo tristi: i sorrisi non possono e non devono morire, MAI!”

E così, dopo quell’evento in piazza, il candidato favorito non solo non fu più il favorito, ma era stato anche uno di quelli che erano scesi in piazza. Anche lui, l’uomo più triste, più infelice e più cinico, aveva sorriso e lo aveva fatto imparando dai sorrisi dei più piccoli.

D’ora in avanti avrebbe sorriso anche alle tre del mattino e senza un motivo particolare!