-Libro: “Veronika Decide Di Morire”-

Inauguro il mese di Agosto con il primo articolo dedicato alla recensione ed al commento di un libro. Spero che siate carichi, perché c’è tanto di cui parlare (per me) e tanto da leggere (per voi).

Il libro di cui vi parlerò oggi è: “Veronika decide di morire” di Paulo Coelho.

La trama:

Veronika, pur avendo una vita normale, non è felice. Ecco perché decide di morire, ingerendo una dose eccessiva di sonniferi. Ma il tentativo fallisce, e Veronika viene internata in una clinica psichiatrica dove il suo cuore ammalato conosce una realtà di cui non sospettava l’esistenza. Il romanzo si ispira a un drammatico episodio della vita dello scrittore quando, nel 1965, a diciotto anni, venne ricoverato in una clinica psichiatrica. Paulo Coelho scrive una profonda riflessione sul tema della normalità e della diversità, trasformando il dramma dell’infelicità nella pienezza dell’accettazione della vita e della sua bellezza.”

Non è esattamente un libro da portare sotto l’ombrellone, starete pensando voi, ma io non sono d’accordo. E’ un romanzo veramente “pesante”, ma non nel senso che si potrebbe pensare: è carico di positività, di speranza, di vita e di spunti per una marea di riflessioni!

Questa lettura mi è stata consigliata da una persona su un gruppo Facebook ed ammetto che il titolo mi aveva incuriosita, ma allo stesso tempo spaventata. Temevo che fosse una storia triste e macabra e non era proprio ciò di cui avevo bisogno nei giorni scorsi. Poi, però, mi sono avventurata tra le pagine e ne sono rimasta piacevolmente catturata.

Veronika, la protagonista, è descritta come una ragazza normale: ha una famiglia amorevole, non le manca l’affetto da parte della gente, è una ragazza che non ha problemi di salute, ha un lavoro, piace ai ragazzi, è intelligente e ha tutta la vita davanti. C’è un solo piccolo ostacolo: lei quella vita non la vuole più e decide di buttarla via.

Qual è la ragione? Beh, il fatto che intorno a sé non vedesse cose soddisfacenti, il fatto di provare noia ed una sorta di prevedibilità. La ragione è semplicemente la paura della staticità, la paura del non riuscire più a provare stupore, meraviglia o sorpresa per qualcosa.

Motivazione banale?! Forse per alcuni, ma non per me.

Le persone intelligenti e magari anche un po’ sopra le righe si trovano spesso in situazioni del genere ed io stessa mi sono identificata in Veronika, che è anche quasi una mia coetanea.

Capita di arrivare ad un punto nella vita in cui si pensa di aver già provato tutto, sentito tutto, visto tutto… una sorta di punto morto, una sorta di traguardo oltre il quale non esistono o semplicemente non si vedono stimoli.

Nel libro la protagonista trova degli stimoli nuovi all’interno della clinica psichiatrica dove viene ricoverata dopo il suo tentativo, non andato a buon fine, di suicidio. Non vi anticipo nulla, altrimenti non provereste le belle sensazioni che ho provato io nel leggerlo, ma posso dirvi che è molto interessante il modo in cui i pazienti dell’ospedale trattino il tema della follia. Non c’è nulla di male nell’essere folli, anzi, sarebbe sbagliato decidere di essere troppo normali! Sarebbe quella la vera follia!

All’interno delle mura della clinica, dove vi è una sorta di ambiente protetto, dove la gente si capisce a vicenda, dove essere diversi non spaventa, Veronika imparerà a conoscere meglio se stessa, la sua anima e la sua diversità. Saranno proprio i suoi compagni di degenza a farle capire che lei ha dentro di sé un’importante risorsa: la vita!

Un libro positivo, che apre la mente e che spinge il lettore a fare un viaggio dentro se stesso per conoscersi meglio. Credo sia impossibile non amare gli insegnamenti che regala, credo sia impossibile non interiorizzarli. E’ una storia che acclama la vita e che apre gli occhi!

Troppo spesso siamo circondati da cose che non ci soddisfano, che non ci appagano e che ci deludono, ma la risposta deve sempre essere positiva, anche quando pensiamo che i presupposti non esistano.

Questa storia mi ha insegnato che non c’è nulla di male nel sentirsi diversi e che la diversità è una qualità che magari non tutti apprezzeranno, ma che le persone meno normali ameranno. Alla fine che cosa c’è di bello nell’essere come gli altri ci vorrebbero?! Sarebbe una follia rinunciare a se stessi per compiacere qualcuno!

Leggete questo libro se vi sentite un po’ persi, se state attraversando un momento buio, se vi sentite soli, se non trovate input validi che vi scuotano. A me quelle pagine hanno acceso una luce dentro al cuore e credo che quella luce si chiami speranza!

Accettate di essere diversi, non è una vergogna! Abbracciate la vita e fate in modo che le cose belle da vivere non finiscano mai: la chiave per farlo è dentro di voi!