-C’Eri-

C’eri,

E sembra ieri,

Che ti avevo tra i miei averi,

Mentre adesso sono qui ad accendere dei ceri,

Perché prego che il mio desiderio di vendetta si avveri!

C’eri,

E nella mia vita avevo aperto dei cantieri,

Per rendere tutto migliore e creare nuovi sentieri,

Che avremmo percorso insieme per non essere più prigionieri,

Del dolore che in questa società ci faceva sentire degli stranieri!

C’eri,

E’ inutile che io ora mi disperi,

O che io vada alla ricerca di risposte che non sono dei misteri,

Visto che so benissimo che i tuoi sentimenti non erano veri,

Era tutto un gran susseguirsi di zeri!

C’eri,

Contro il tuo veleno non esistono antidoti né sieri,

Quando un serpente ti morde e poi ti stritola non se ne esce interi,

E contro quel viscido nemico poi ti schieri,

Per cercare di vincere e di uscirne almeno un po’ più fieri!

C’eri,

Ma i tuoi occhi non erano seri,

I tuoi gesti non erano per niente sinceri,

I tuoi modi erano falsamente teneri,

Ho sanguinato tanto mentre tu chissà dov’eri,

Nemmeno il demonio avrebbe avuto atteggiamenti così severi!

C’eri,

Ed è buffo che dalla parte dei buoni tu ti schieri,

Sarebbe bello che tu leggessi questi miei pareri,

Vorrei tanto far decadere quei tuoi falsi imperi,

Vederli bruciare e diventare neri,

Come il colore dell’anima che possiedi e che tanto veneri!

-Senza Coscienza-

Tu occupi abusivamente il mio cuore,

Ti rifiuti di abbandonarlo per andare altrove,

Come se fosse una casa che difendi con ardore,

E non importa che io venga a cacciarti a tutte le ore,

Perché tu continui a tornare come un usurpatore!

Fuori sta piovendo,

O forse sono solo i miei occhi che stanno piangendo,

Tu vedi quelle gocce cadere e le guardi sorridendo,

Senti che sei dentro ad un cuore che per te sta ancora soffrendo,

La cosa ti rende assai fiero, importante e contento!

Eccomi: sto di nuovo urlando che devi andare via,

Questo spazio non ti appartiene più, adesso è roba mia!

Tu con me hai giocato, ma hai sempre detto “cosa vuoi che sia”?!

Ora che mi hai perso non puoi continuare a lasciare la tua scia,

Di ricordi, di emozioni e di tutto quello che mi hai strappato via!

Tu mi guardi e ridi,

Forse delle mie parole di odio non ti fidi!

In effetti non serve a niente che io ti sgridi,

Che fuori dalla casa che hai qui dentro io ti guidi,

Perché è ai miei occhi che tu ti affidi…

Loro non possono mentire,

Parlano anche se li vorrei zittire,

Tu li riesci ad udire,

Ti raccontano che di amore mi hai fatto morire,

E imploranti ti chiedono di sparire,

Per non farmi più soffrire…

Provo ancora qualcosa, ma mai più niente voglio farti sentire,

Vorrei solo riuscire a farti pentire,

Questo servirebbe a placare un po’ le mie ire,

Ma non hai una coscienza e il male che hai fatto non lo potrai mai capire…

-Perdono-

Sono delusa:

La gente mi usa,

Della mia pazienza abusa,

Getta cattiveria su di me alla rinfusa,

E poi non mi chiede nemmeno scusa!

Sono amareggiata:

A dare del bene mi sento scoraggiata,

La mia bontà dappertutto è stata sfoggiata,

Sembrava anche positivamente omaggiata,

Ma poi mi son ritrovata con la fiducia scheggiata!

Sono affranta:

La gente cattiva si finge santa,

La gente buona più non incanta,

Ogni speranza è infranta,

La serietà non è più una cosa ricercata né rimpianta!

Io perdono,

Perché il mio cuore è buono,

Però mi perdono,

Perché sono troppe le fiamme che di rabbia ardono…

Io perdono,

Ragioni per favorire l’odio non ce ne sono,

Però mi perdono,

Perché l’orgoglio è sempre più importante e perciò non cedono…

Io perdono,

Prima o poi le ragioni del rancore si spengono,

Però mi perdono,

Perché loro la mano verso di me mica la tendono…

Io perdono,

E faccio a chi mi ha ferita questo dono,

Però mi perdono,

Perché con quel loro fare cattivo ancora mi mordono,

E nel vedermi soffrire malignamente godono…

Ma non verso più lacrime, i miei occhi adesso ridono,

Loro mi perdono,

Ed io mi perdono!

E’ tutta una questione di accenti e so che, a primo impatto, potrebbe risultare una poesia un po’ criptica… era proprio ciò che volevo!

-Opera D’Arte-

Sei arrivato,

A lungo mi hai osservato,

Anche da lontano ci hai provato,

Mi hai contemplato,

E confuso te ne sei andato…

Sei arrivato,

L’ennesimo visitatore interessato,

Ti sei seduto lì e mi hai studiato,

I miei colori hai ammirato,

Sul mio significato ti sei interrogato,

Ma anche tu a capire hai rinunciato,

E, altrove, verso qualcosa di più scontato ti sei incamminato…

Sono un’opera d’arte,

Me ne sto qui appesa al muro, in disparte,

Vedo la gente che arriva e che parte,

Ma ciò che vorrei dire non viene compreso, forse vengo da Marte?!

Sono un quadro complicato,

Ma chi mi ha guardato non si è neanche tanto applicato!

Sono uno strano dipinto,

Il mio è un disegno anomalo e indistinto,

Si tratta di uno stile ormai quasi estinto,

Ci sono più strade da percorrere qui che in un labirinto!

Se di perderti non hai l’intenzione,

Passa oltre, io non farò alcuna obbiezione,

Di essere compresa da tutti non ho la pretenzione!

-Sospesa-

Guardatemi, sto precipitando!

E’ da molto che sto sprofondando,

Non ricordo neanche da quando,

Ma è da tanto che sto cadendo!

No, il fondo non lo sto raggiungendo,

Non vedete che sto ridendo?!

Mi diverto perché ce la sto facendo,

E non sto affatto sognando,

Sto davvero sopravvivendo!

L’abisso ha una fine, ma io non la sto vedendo,

Ci deve essere il suolo, però io non ci sto arrivando,

Perché dopo tanto lottare sto vincendo,

Ci ho messo un’eternità, ma sto imparando,

Finalmente sto volando!