-La Mia Lettera-

Caro Babbo Natale,

Ti scrivo questa lettera informale,

Anche se sono troppo grande e non è normale,

Che qualcuno della mia età ti scriva: è quasi banale!

So che per me non puoi fare molto,

Gran parte di ciò che desidero mi è stato irrimediabilmente tolto,

Quando il male tutta la mia vita ha stravolto,

Strappandomi l’amore delle persone care che ho sepolto…

So che non posso riavere indietro chi non c’è più,

Ma posso chiederti di portare loro una mia carezza da quaggiù?

So che non posso cambiare il passato,

Ma posso chiederti di aiutarmi a superare ciò che è stato?

So che molto spesso ho desiderato di non essere forte,

Ti chiedo di non farmi più pensare alla morte…

So che posso essere migliore di ciò che sono stata,

Ma giuro che desideravo solo essere almeno un po’ amata…

Il mio obiettivo era ed è la felicità,

E potrà sembrarti un’ovvietà,

Però vorrei chiederti di ricevere dalla vita un po’ di pietà!

Non ti chiedo doni materiali,

Non voglio quel genere di regali,

Prego solo che i miei sogni diventino reali!

Intorno a me le strade si accendono,

Le luci dappertutto si estendono,

Ed i miei occhi si sorprendono,

Anche se di lacrime malinconiche si inondano…

Caro Babbo Natale,

Per queste feste non ti chiedo nulla di speciale,

Vorrei solo che tutto fosse un po’ più gioioso e vitale!

-Come Un Libro-

Sfogliando le pagine del libro della vita,

Leggi le storie di tanti personaggi:

Alcuni diventano i tuoi preferiti,

Più vai avanti nella storia e più ti affezioni,

Alle loro vicende ed anche alle contraddizioni,

Che contraddistinguono le loro azioni;

Altri diventano quasi dei nemici,

Capisci che nel tuo cuore non metteranno mai radici,

Le loro vicende non ti appassionano,

Li consideri colpevoli di qualcosa che non dicono,

A pelle senti che proprio non ti si addicono;

Poi, però, ecco che tutto cambia:

I buoni diventano i cattivi della storia,

I cattivi solo degli incompresi senza gloria,

E tutto si è capovolto improvvisamente,

Destabilizzando totalmente,

La posizione presa precedentemente,

Ma allora, adesso, chi è sincero e chi mente?!

Torni indietro, rileggi tutto dall’inizio:

Cerchi di capire come sia potuto accadere,

Come tu abbia fatto a cadere,

A non vedere,

A non comprendere,

E ritrovi quelle persone che per te erano diventate così tanto,

Ma non riesci più a provare niente, il tuo animo è affranto…

La storia puoi rileggerla all’infinito,

Ciò che è successo resterà sempre invariato,

Però tu sarai cambiato,

Perché, sicuramente, da quel libro qualcosa avrai imparato!

-Ti Ho Fotografato…-

Tante foto ti ho scattato,

Con la mente e con l’obiettivo ti ho fotografato,

Nella speranza di tenere tutto di noi nel tempo immutato;

Poi, più avanti, nelle stesse immagini ti ho nuovamente cercato,

Ma, con mio grande stupore, lì non ti ho più trovato,

Quasi come se fossi scappato,

Oppure come niente, nel nulla, evaporato,

Come se non ci fossi mai realmente stato,

In ogni istante da me immortalato,

Forse, in quei momenti, non c’eri davvero e ti ho solo immaginato,

Ho visto chi mi faceva comodo vedere e ti ho semplicemente sognato…

Non ti riconosco nelle mie foto perché quello che ho incontrato,

Era un finto angelo che mi ha ingannato,

Ed ora che ti ho finalmente smascherato,

Non vedo più del buono in tutto ciò che mi ha trasformato,

In una persona che si è pentita amaramente di aver amato!

-C’Eri-

C’eri,

E sembra ieri,

Che ti avevo tra i miei averi,

Mentre adesso sono qui ad accendere dei ceri,

Perché prego che il mio desiderio di vendetta si avveri!

C’eri,

E nella mia vita avevo aperto dei cantieri,

Per rendere tutto migliore e creare nuovi sentieri,

Che avremmo percorso insieme per non essere più prigionieri,

Del dolore che in questa società ci faceva sentire degli stranieri!

C’eri,

E’ inutile che io ora mi disperi,

O che io vada alla ricerca di risposte che non sono dei misteri,

Visto che so benissimo che i tuoi sentimenti non erano veri,

Era tutto un gran susseguirsi di zeri!

C’eri,

Contro il tuo veleno non esistono antidoti né sieri,

Quando un serpente ti morde e poi ti stritola non se ne esce interi,

E contro quel viscido nemico poi ti schieri,

Per cercare di vincere e di uscirne almeno un po’ più fieri!

C’eri,

Ma i tuoi occhi non erano seri,

I tuoi gesti non erano per niente sinceri,

I tuoi modi erano falsamente teneri,

Ho sanguinato tanto mentre tu chissà dov’eri,

Nemmeno il demonio avrebbe avuto atteggiamenti così severi!

C’eri,

Ed è buffo che dalla parte dei buoni tu ti schieri,

Sarebbe bello che tu leggessi questi miei pareri,

Vorrei tanto far decadere quei tuoi falsi imperi,

Vederli bruciare e diventare neri,

Come il colore dell’anima che possiedi e che tanto veneri!

-Senza Coscienza-

Tu occupi abusivamente il mio cuore,

Ti rifiuti di abbandonarlo per andare altrove,

Come se fosse una casa che difendi con ardore,

E non importa che io venga a cacciarti a tutte le ore,

Perché tu continui a tornare come un usurpatore!

Fuori sta piovendo,

O forse sono solo i miei occhi che stanno piangendo,

Tu vedi quelle gocce cadere e le guardi sorridendo,

Senti che sei dentro ad un cuore che per te sta ancora soffrendo,

La cosa ti rende assai fiero, importante e contento!

Eccomi: sto di nuovo urlando che devi andare via,

Questo spazio non ti appartiene più, adesso è roba mia!

Tu con me hai giocato, ma hai sempre detto “cosa vuoi che sia”?!

Ora che mi hai perso non puoi continuare a lasciare la tua scia,

Di ricordi, di emozioni e di tutto quello che mi hai strappato via!

Tu mi guardi e ridi,

Forse delle mie parole di odio non ti fidi!

In effetti non serve a niente che io ti sgridi,

Che fuori dalla casa che hai qui dentro io ti guidi,

Perché è ai miei occhi che tu ti affidi…

Loro non possono mentire,

Parlano anche se li vorrei zittire,

Tu li riesci ad udire,

Ti raccontano che di amore mi hai fatto morire,

E imploranti ti chiedono di sparire,

Per non farmi più soffrire…

Provo ancora qualcosa, ma mai più niente voglio farti sentire,

Vorrei solo riuscire a farti pentire,

Questo servirebbe a placare un po’ le mie ire,

Ma non hai una coscienza e il male che hai fatto non lo potrai mai capire…

-Perdono-

Sono delusa:

La gente mi usa,

Della mia pazienza abusa,

Getta cattiveria su di me alla rinfusa,

E poi non mi chiede nemmeno scusa!

Sono amareggiata:

A dare del bene mi sento scoraggiata,

La mia bontà dappertutto è stata sfoggiata,

Sembrava anche positivamente omaggiata,

Ma poi mi son ritrovata con la fiducia scheggiata!

Sono affranta:

La gente cattiva si finge santa,

La gente buona più non incanta,

Ogni speranza è infranta,

La serietà non è più una cosa ricercata né rimpianta!

Io perdono,

Perché il mio cuore è buono,

Però mi perdono,

Perché sono troppe le fiamme che di rabbia ardono…

Io perdono,

Ragioni per favorire l’odio non ce ne sono,

Però mi perdono,

Perché l’orgoglio è sempre più importante e perciò non cedono…

Io perdono,

Prima o poi le ragioni del rancore si spengono,

Però mi perdono,

Perché loro la mano verso di me mica la tendono…

Io perdono,

E faccio a chi mi ha ferita questo dono,

Però mi perdono,

Perché con quel loro fare cattivo ancora mi mordono,

E nel vedermi soffrire malignamente godono…

Ma non verso più lacrime, i miei occhi adesso ridono,

Loro mi perdono,

Ed io mi perdono!

E’ tutta una questione di accenti e so che, a primo impatto, potrebbe risultare una poesia un po’ criptica… era proprio ciò che volevo!