-L’Incontro Dei Colori-

Quando l’azzurro del mare e del cielo s’incontrano,

Le loro sfumature si uniscono,

Ed insieme si fondono,

Creando un’opera d’arte della quale i miei occhi si sorprendono,

Resto a guardare mentre i miei pensieri corrono,

I sentimenti scorrono,

Alcune emozioni che provo mi aborrono…

Ci sono parti di me che soffrono,

Perché ho tanti colori che un arcobaleno formano,

Ma che qualcuno con cui unirsi cercano,

E di diventare un bel dipinto sperano,

Mentre intorno vi sono persone che li sprecano,

Creando brutti schizzi che solo superficialità rivelano…

-La Valigia Perfetta-

Nella valigia perfetta,

Metti la roba un po’ stretta,

Non pretendere di esser una saetta,

Per farla bene non devi avere fretta!

Nella valigia perfetta,

Metti l’entusiasmo per la vacanza che ti aspetta,

Pensa che andrai a fare qualcosa che ti alletta,

Ed aggiungi tanti sorrisi, dovunque tu sia diretta!

Nella valigia perfetta,

I problemi non metterli dentro per vendetta,

Lascia che se ne stiano da soli nella tua casetta,

E chiudili a chiave in una piccola stanzetta!

Nella valigia perfetta,

Incastra la crema solare e poi fai una piroetta,

Perché anche se starai all’ombra di una palmetta,

Credi che il sole per scottarti poco ci metta?!

Nella valigia perfetta,

Ogni tuo oggetto prima disinfetta,

Dalla tristezza tutto disinfesta,

E bada a non portarla neanche in una boccetta!

Nella valigia perfetta,

Se vuoi giocare al mare metti una racchetta,

Per sdraiarti sulla sabbia aggiungi una salvietta,

Saluta per un po’ la tua vita maledetta,

Chiudi tutto, esci di casa e fai del relax la tua unica etichetta!

Con questa poesia auguro a tutti voi una serena e felice estate! Che voi partiate, che voi siate o non siate in ferie, una valigia perfetta senza tristezza credo che serva tutti i giorni: Il bagaglio più importante da organizzare è dentro di noi! 

Vi abbraccio!

-Desideri Che Volano-

Quando le stelle cadono,

Gli esseri umani le attendono,

I loro occhi al cielo rivolgono,

E i desideri il volo prendono;

Quando le stelle cadono,

Tutti nelle spiagge approdano,

Con pazienza sulla sabbia si siedono,

E le loro speranze al cielo affidano,

Così i desideri di tutti volano;

Quando le stelle cadono,

Guardo verso l’alto ed i miei occhi luccicano,

Perché i miei desideri inutilmente chiamano,

Una stella che in realtà è un angelo lontano,

Dotato di una luce che del cielo lo rende il sovrano;

Quando le stelle cadono,

Le mie speranze muoiono,

Le mie mani si chiudono,

Stringo i pugni e le mie mancanze si schiudono;

Quando le stelle cadono,

I miei desideri impossibili ti abbracciano,

Fino a te loro arrivano,

E di cadere sulla Terra, anche solo per un attimo, ti implorano;

Quando le stelle cadono,

Sorrido tra le lacrime che il viso mi rigano,

Sei stata con me per poco tempo, poi sei diventata un talismano,

Quella forza che sento quando con il vento mi stringi la mano,

Sei un angelo custode potente come un uragano;

Quando le stelle cadono,

I miei desideri con le nuvole si fondono,

La tua luce loro alimentano,

E l’amore che ho per te ti ricordano,

Perché fin quando le mie forze esistono,

Ti tengo in vita nei ricordi che ho di te e che non svaniscono!

Quando le stelle cadono,

Penso ai troppi chilometri che ci separano,

Mentre gli altri il proprio tempo sprecano,

Dopo discussioni futili si arrovellano,

Non abbracciano la propria madre per dirle che l’apprezzano,

E nel frattempo io sono qui che spero invano,

Che, un giorno, abbracciare una stella sarà possibile per un essere umano…

-Racconto: L’Uomo Dei Sorrisi Vietati-

Questo pomeriggio mi sono cimentata in un esercizio di scrittura proposto dal Blog “Scrivere Creativo”. Vi rimando all’articolo per capire di cosa si tratta.

Mi è venuta l’ispirazione per scrivere un breve racconto, molto semplice, ma che fosse anche portatore sano di positività! Buona lettura!

Se alle tre del mattino ti svegli e per la dolcezza del sogno ti viene da sorridere… non farlo.”

Era quello il motto del candidato che tutti davano per favorito alle prossime elezioni. L’uomo dei sorrisi vietati rischiava davvero di diventare il nuovo sindaco della città…

Che cosa avesse contro i sorrisi nessuno lo aveva ben capito: si vociferava che, quell’uomo, avesse perso la capacità di sorridere a causa di svariati eventi drammatici e traumatici avvenuti nel corso della sua esistenza. Ma le cose negative non capitavano forse a tutti?! Perché spegnere i sorrisi e lasciare un’intera cittadina nel buio della tristezza?!

Ludovica, che aveva appena 18 anni, continuava a non trovare un senso a tutto quello che stava accadendo nella sua città. Lei e Martina, sua coetanea e migliore amica, parlavano spesso di quella follia che stava dilagando. C’era davvero tanta gente che trovava interessante quella campagna a favore dell’oscurità!

Secondo te perché lo voteranno?”, chiese Martina.

Ludovica sospirò e rispose: “Forse perché siamo circondate da persone infelici quanto lui…”.

Sì, certo, ma… perché coinvolgere tutti noi? Insomma, ognuno dovrebbe essere libero di fare ciò che vuole, non credi?! Invece, magari, finiremo col rischiare una multa se verremo beccate a sorridere per strada! E’ pura follia!”.

Ludovica annuì: “E’ pura follia accettare di non sorridere più… e poi come lo si potrebbe spiegare ai bambini che è vietato sorridere?!”.

Martina esclamò: “Che idea geniale! Forse possiamo ancora convincere la gente a non votare quel frustrato depresso! Vieni, andiamo!”.

Trascinò l’amica per strada ed andarono a bussare a tutte le porte del vicinato, chiedendo alle famiglie di portare tutti i loro bambini, di qualunque età fossero, nella piazza principale.

La gente non capiva che cosa avessero in mente le due ragazze, ma loro furono abbastanza cariche di entusiasmo da convincere la maggior parte degli abitanti.

Un’ora dopo, grazie al passaparola generale, la piazza principale era gremita di mamme, papà, zii, zie, nonni e nonne con tutti i loro bambini al seguito.

A quel punto, Martina si munì di un megafono e gridò a gran voce: “Questa città non vuole smettere di sorridere, non vuole diventare spenta e triste! Vi abbiamo chiesto di venire qui per dare una lezione di vita a tutti noi! Saranno loro, i bambini, a farci imparare qualcosa! Chiedo ai vostri figli ed ai vostri nipoti di pensare a qualcosa che li faccia sorridere!”.

Ludovica restò in silenzio, mentre la piazza si colorava di tanti piccoli sorrisi.

Martina si avvicinò alla prima fila e chiese ad una bambina che non poteva avere più di quattro anni: “A cos’hai pensato?”.

La piccola rispose: “Alla mia mamma!”.

Poi si avvicinò ad un’altra e le chiese: “E tu? A cos’hai pensato?”.

E lei rispose: “Al mio cane!”.

Pian piano cominciarono a rispondere tutti e le loro voci si accavallarono tutte!

Alla mia maestra dell’asilo!”.

Alla mia sorellina piccola!”.

Ai miei giocattoli!”.

Al gelato!”.

Alla pizza!”.

Al Natale!”.

A quando, qualche giorno fa, ha piovuto e ho visto l’arcobaleno per la prima volta!”.

Andarono avanti così per svariati minuti e Ludovica, nel frattempo, aveva preso il cellulare ed aveva cominciato a filmare quell’evento straordinario.

Anche gli adulti avevano cominciato a sorridere e ad elencare a cosa avevano pensato!

Martina esclamò:”I nostri bambini ci hanno appena insegnato che i motivi per sorridere sono infiniti! Qualunque cosa, anche la più insignificante, può farci sorridere, non importa quanto siamo stati o quanto saremo tristi: i sorrisi non possono e non devono morire, MAI!”

E così, dopo quell’evento in piazza, il candidato favorito non solo non fu più il favorito, ma era stato anche uno di quelli che erano scesi in piazza. Anche lui, l’uomo più triste, più infelice e più cinico, aveva sorriso e lo aveva fatto imparando dai sorrisi dei più piccoli.

D’ora in avanti avrebbe sorriso anche alle tre del mattino e senza un motivo particolare!

-(Ri)Vincita-

Quando te ne sei andato,

Dentro di me un vuoto hai lasciato,

Pensavo che mai l’avrei colmato,

E che mai tutto questo avrei superato…

Quando te ne sei andato,

Indietro non ti sei più voltato,

Mentre io ho continuato,

A correrti dietro, perdendo il fiato…

Adesso, però, sento che qualcosa è cambiato,

Spesso manchi ancora, ma hai un sapore sbagliato…

Ti ho amato in modo sconfinato,

Eppure tu lo stesso mi hai abbandonato,

Ma adesso sento che il reato,

L’hai commesso tu che ti sei privato,

Di me che per te ogni montagna avrei scalato!

Quando te ne sei andato,

Ho pensato che mai più avrei volato,

Che un sorriso nessuno mi avrebbe più strappato,

E che il rancore mi avrebbe avvelenato,

Con il suo gusto salato,

Che c’era nelle lacrime che ho versato…

Ora ho una forza nuova, nonostante il cuore bucato,

Non provo più niente, l’amore è evaporato,

L’odio l’ho limato,

E una grande vincita ho incassato!

Mi sento ricca con ciò che ho conquistato,

Tutto questo me lo sono guadagnato,

Per la vittoria il mio orgoglio si è congratulato!

Lo dico così, con questi versi ed in modo educato,

Ho avuto la mia rivincita ed il mio volo ho spiccato!

Quando un giorno la mia felicità avrò riacchiappato,

Per me sarai solo uno sconosciuto, ti avrò dimenticato,

Sarai solo qualcuno che dal mio cuore avrò esiliato,

Perché un posto importante ti avevo riservato,

Ma tu in esso il fuoco hai appiccato…

E così, io, dalle ceneri la mia forza ho rigenerato!

Questa poesia l’ho scritta pensando ad una persona, ma soprattutto ispirandomi a questa canzone, perché dopo il dolore, la rabbia e tutto ciò che di negativo deriva da una fine… il momento della ribalta arriva sempre!

-Forte Vento-

Oggi qui tira un forte vento,

Da stamattina ulula forte, lo sento,

Cerca di portare qualcosa con sé, è violento,

Sembra quasi arrabbiato, mi crea turbamento…

Oggi qui tira un forte vento,

Non capisco tutto questo accanimento,

Gli alberi stanno subendo un accoltellamento,

Li guardo mentre le foglie stanno perdendo…

Oggi qui tira un forte vento,

E vorrei tanto dare a lui in affidamento,

Parole, pensieri e sentimenti che creano tormento,

Nel mio animo che non è mai spento…

Oggi qui tira un forte vento,

Grido parole e con il mio rancore lo alimento,

Dentro di me è in corso un allagamento,

Perché troppe cose hanno causato il riempimento,

Di quello che è un oceano che adesso controllo a stento…

Oggi qui tira un forte vento,

Porta con te, ti prego, un po’ di me, lo pretendo,

Liberami da certi pesi, sto impazzendo,

Rendimi più leggera, te lo sto chiedendo,

Rapisci i miei dolori che sono sempre in ampliamento,

Trasportali lontano e salvami dall’ammattimento…

Oggi qui tira un forte vento,

E sono qui che non rammento,

Da quant’è che provo un certo congelamento,

Quando mi si parla d’amore e di sentimento…

Il mio cuore è diventato duro come il cemento?!

-Libro: “Veronika Decide Di Morire”-

Inauguro il mese di Agosto con il primo articolo dedicato alla recensione ed al commento di un libro. Spero che siate carichi, perché c’è tanto di cui parlare (per me) e tanto da leggere (per voi).

Il libro di cui vi parlerò oggi è: “Veronika decide di morire” di Paulo Coelho.

La trama:

Veronika, pur avendo una vita normale, non è felice. Ecco perché decide di morire, ingerendo una dose eccessiva di sonniferi. Ma il tentativo fallisce, e Veronika viene internata in una clinica psichiatrica dove il suo cuore ammalato conosce una realtà di cui non sospettava l’esistenza. Il romanzo si ispira a un drammatico episodio della vita dello scrittore quando, nel 1965, a diciotto anni, venne ricoverato in una clinica psichiatrica. Paulo Coelho scrive una profonda riflessione sul tema della normalità e della diversità, trasformando il dramma dell’infelicità nella pienezza dell’accettazione della vita e della sua bellezza.”

Non è esattamente un libro da portare sotto l’ombrellone, starete pensando voi, ma io non sono d’accordo. E’ un romanzo veramente “pesante”, ma non nel senso che si potrebbe pensare: è carico di positività, di speranza, di vita e di spunti per una marea di riflessioni!

Questa lettura mi è stata consigliata da una persona su un gruppo Facebook ed ammetto che il titolo mi aveva incuriosita, ma allo stesso tempo spaventata. Temevo che fosse una storia triste e macabra e non era proprio ciò di cui avevo bisogno nei giorni scorsi. Poi, però, mi sono avventurata tra le pagine e ne sono rimasta piacevolmente catturata.

Veronika, la protagonista, è descritta come una ragazza normale: ha una famiglia amorevole, non le manca l’affetto da parte della gente, è una ragazza che non ha problemi di salute, ha un lavoro, piace ai ragazzi, è intelligente e ha tutta la vita davanti. C’è un solo piccolo ostacolo: lei quella vita non la vuole più e decide di buttarla via.

Qual è la ragione? Beh, il fatto che intorno a sé non vedesse cose soddisfacenti, il fatto di provare noia ed una sorta di prevedibilità. La ragione è semplicemente la paura della staticità, la paura del non riuscire più a provare stupore, meraviglia o sorpresa per qualcosa.

Motivazione banale?! Forse per alcuni, ma non per me.

Le persone intelligenti e magari anche un po’ sopra le righe si trovano spesso in situazioni del genere ed io stessa mi sono identificata in Veronika, che è anche quasi una mia coetanea.

Capita di arrivare ad un punto nella vita in cui si pensa di aver già provato tutto, sentito tutto, visto tutto… una sorta di punto morto, una sorta di traguardo oltre il quale non esistono o semplicemente non si vedono stimoli.

Nel libro la protagonista trova degli stimoli nuovi all’interno della clinica psichiatrica dove viene ricoverata dopo il suo tentativo, non andato a buon fine, di suicidio. Non vi anticipo nulla, altrimenti non provereste le belle sensazioni che ho provato io nel leggerlo, ma posso dirvi che è molto interessante il modo in cui i pazienti dell’ospedale trattino il tema della follia. Non c’è nulla di male nell’essere folli, anzi, sarebbe sbagliato decidere di essere troppo normali! Sarebbe quella la vera follia!

All’interno delle mura della clinica, dove vi è una sorta di ambiente protetto, dove la gente si capisce a vicenda, dove essere diversi non spaventa, Veronika imparerà a conoscere meglio se stessa, la sua anima e la sua diversità. Saranno proprio i suoi compagni di degenza a farle capire che lei ha dentro di sé un’importante risorsa: la vita!

Un libro positivo, che apre la mente e che spinge il lettore a fare un viaggio dentro se stesso per conoscersi meglio. Credo sia impossibile non amare gli insegnamenti che regala, credo sia impossibile non interiorizzarli. E’ una storia che acclama la vita e che apre gli occhi!

Troppo spesso siamo circondati da cose che non ci soddisfano, che non ci appagano e che ci deludono, ma la risposta deve sempre essere positiva, anche quando pensiamo che i presupposti non esistano.

Questa storia mi ha insegnato che non c’è nulla di male nel sentirsi diversi e che la diversità è una qualità che magari non tutti apprezzeranno, ma che le persone meno normali ameranno. Alla fine che cosa c’è di bello nell’essere come gli altri ci vorrebbero?! Sarebbe una follia rinunciare a se stessi per compiacere qualcuno!

Leggete questo libro se vi sentite un po’ persi, se state attraversando un momento buio, se vi sentite soli, se non trovate input validi che vi scuotano. A me quelle pagine hanno acceso una luce dentro al cuore e credo che quella luce si chiami speranza!

Accettate di essere diversi, non è una vergogna! Abbracciate la vita e fate in modo che le cose belle da vivere non finiscano mai: la chiave per farlo è dentro di voi!